Venerdi
2 Dicembre Antonello Bolis, docente
di Psicopedagogia, ha tenuto lo stage
sul tema "Scuola Calcio Milan e
genitori per un'alleanza educativa".
Numerosi i partecipanti tra cui molti
genitori provenienti da varie Scuole
Calcio Milan della Toscana.
Antonello ha introdotto gli argomenti
presentando la Mission del Milan ovvero
Formare integralmente il calciatore
per imporre il gioco e vincere come
squadra. Il Milan è attento soprattutto
all'area mentale. "Vogliamo
formare un calciatore pensante e intelligente
che sappia usare la mente in modo attivo
ovvero intuisca, pensi, scelga, intervenga
e crei".
In
un contesto dove i genitori e gli istruttori
comandano i figli/atleti, il Milan non
desidera formare un calciatore che si
limiti ad eseguire e quindi subisca
l'allenamento senza viverlo ed assimilarlo.
L'abilità e la velocità
nel pensiero devono essere un segno
inconfondibile nel nostro calciatore.
Deve essere forte moralmente e non deve
essere viziato e coccolato, formato
mentalmente sotto l'aspetto educativo.
La Scuola, in proposito, è basilare.
Dire che troppi ragazzi perdono di vista
la Scuola perchè giocano al calcio
è solo una scusa. Fare ciò
che piace costa sacrificio. La Scuola
dev'essere utile a forgiare il ragazzo
anche sotto questo aspetto.
Studiare non è come stare al
computer in modo passivo. Per studiare
ci vuole impegno e sacrificio.
Pertanto il calciatore della Scuola
Calcio Milan deve sviluppare una mentalità
positiva anche in questa direzione che
si riverserà poi nel gioco in
modo propositivo.
La
palla pertanto deve essere sempre giocata
in modo da costruire l'azione finalizzata
al gol.
Gli istruttori devono impegnarsi sotto
molteplici aspetti se vogliono avere
il gruppo sempre sotto controllo. Devono
essere mentalmente attivi, preparati,
capaci di interfacciarsi con i ragazzi
anche quando alcuni di loro manifestano
problemi.
Pertanto è basilare la conoscenza,
la comunicazione, la metodologia e la
leadership.
La conoscenza permette di conoscere
la personalità del ragazzo, i
suoi bisogni, la sua attitudine mentale.
Ci vuole in questo caso attenzione.
Saper comunicare è fondamentale.
Parlare, interessarsi, fare domande
è un atteggiamento propositivo
verso il ragazzo.
La metodologia è importante perchè
senza metodo non si va da nessuna parte.
Mettere in pratica ciò che si
propone è importante perchè
faremo acquisire al ragazzo sicurezza
nei suoi mezzi, fisici e mentali.
Una serata molto interessante dove Antonello
è stato bravissimo nel comunicare
le informazioni, pacato e conciso.
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Il
giorno dopo è stato presentato
uno stage per gli Istruttori e i
Dirigenti.
Gli istruttori devono osservare,
programmare e valutare. La valutazione
è fatta per correggere non
per demolire.
Si costruisce correggendo. La valutazione
pertanto non significa svalutazione.
Le valutazioni devono essere condotte
sulla base di criteri di giudizio
(cosa vogliamo valutare) e metodi
omogenei (come vogliamo valutare).
Lo scopo della valutazione è
la valorizzazione: valorizzare per
far emergere il patrimonio di esperienza
e di conoscenza proprio di ogni
Istruttore realizzando una competenza
frutto di ricerca e di costruzione
comune. Non si valuta solo il risultato
ma l'intero percorso del ragazzo,
l'intero processo di apprendimento.
L'Istruttore deve sapere che insegnare
significa lasciare una traccia.
Il fine di ogni Istruttore è
dare e trasmettere una competenza.
L'osservazione, il saper programmare
e il dialogare permettono la realizzazione
della competenza.
Sapere significa conoscenza.
Saper fare significa mettere in
pratica la conoscenza.
Saper far fare significa dare la
competenza acquisita.
Saper essere dunque: essere vivi
e non apatici, preparati e non ignoranti,
disposti ad ascoltare ed entrare
in relazione con tutti: ragazzi,
genitori, Società, colleghi. |
Antonello
ha dato poi dei consigli a tutte le
Scuole Calcio Milan:
- creare una carta dei servizi da offrire
con gli obiettivi della società;
- Incontri periodici con i genitori
spiegando attraverso il Referente Milan
o un Insegnante la politica societaria
ma anche il rapporto che devono avere
con il proprio figlio e gli istruttori
in una Scuola Calcio;
- creare una carta dei diritti della
Scuola Calcio.
Tutte queste cose devono essere messe
in pratica.
La sessione si è conclusa pertanto
con la foto di rito con Antonello in
mezzo alle Scuole Calcio.
Eppoi... ci siamo dati appuntamento
ai prossimi stages.
Franco Marrucci
Referente Milan Orlando Calcio Livorno
Responsabile Politiche Giovanili