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Le
scuole De Amicis, Gramsci e Razzauti hanno voluto
incontrare Franco Marrucci, Responsabile delle Politiche
Giovanili in Orlando, per valutare il "Programma
Pedagogico" a suo tempo presentato.
Molte maestre infatti hanno deciso di servirsi di
questo progetto per parlare di calcio all'interno
delle classi in modo costruttivo.
E' sicuramente bello parlare solo di calcio giocato
specie se, come nella realtà d'oggi, esiste
una esasperazione che sta condizionando anche le giovani
menti delle elementari.
Infatti nelle Scuole Calcio notiamo inserti di razzismo,
episodi di microbullismo, scarsa conoscenza del fair
play e ignoranza totale della Carta dei Diritti dei
Bambini...
Quando un bambino in riferimento ai suoi compagni
extracomunitari si permette di dire, sicuramente inconsapevolmente,
"tutti qui li mandano?" di chi è la colpa ?
Certamente
non del bambino!
Televisione, giornali, il riporto di frasi sentite,
genitori non attenti, sono sicuramente le fonti alle
quali hanno attinto. Ecco pertanto l'importanza di
agire nelle scuole e parlare correttamente di questi
argomenti, spiegando che il rapporto causa-effetto
sta alla base di tante situazioni troppo spesso superficializzate
da commenti e atteggiamenti impropri.
Ci troviamo di fronte e diciamolo, per la prima volta,
ad un programma etico nato da una società di
calcio dilettantistica che tratta quotidianamente
con bambini, che guardi prima di tutto all'educazione
degli stessi, facendogli conoscere da subito e prima
di tutto, quali sono i loro diritti. Non ci troviamo
di fronte ad uno striscione mediatico perché
sorretto da supercampioni, o ad uno spot televiso,
ma ad un programma di lavoro che vanta prima di tutto
la concretezza del dialogo con le persone.
RIPENSIAMO...
Quante volte abbiamo visto genitori timidi timidi,
arrivare tenendo per mano il proprio figlio al momento
della iscrizione: si raccomandavano al responsabile
della Scuola Calcio quasi come a voler proteggere
il loro bambino da possibili comportamenti negativi
degli altri coetanei, di avere un Istruttore in grado
di capirlo. Dopo qualche tempo... molti li ritroviamo
alle reti dei campi a rimproverare il proprio figlio
se gioca male o ad urlare agli avversari .
Cosa può essere accaduto in così poco
tempo?
Che se ne voglia o no, è l'altra faccia del
calcio, quella malata di cui vogliamo parlare nelle
scuole, quella fatta di note stonate se non addirittura
negative.
Ecco perché, con gli insegnanti, si è
convenuto della necessità di affrontare queste
tematiche e questi comportamenti al fine di educare
i ragazzi (e non solo) in modo che possano conoscere
i loro diritti come quello di non essere un campione;
diritto da difendere e da far condividere ai propri
genitori.
Perché altrimenti ci sarebbe da chiedersi in
famiglia che cosa facciamo di tutti quelli (quasi
tutti!) che non diventeranno mai campioni. Per tutti
loro, la corretta crescita psico-fisica prima di tutto.
Ecco
il bisogno di capire che esiste anche lo "scarpone"
che viene al campo solo per divertirsi, per trovare
gli amici e per giocare volentieri, solo perchè
anche lui adora tantissimo tirare calci ad un pallone.
Per quei ragazzi, conoscere la Carta dei loro diritti,
potrà consentire loro di insegnare ai genitori
che "Ho diritto a giocare come posso, a sbagliare,
ad esprimermi, ad essere ascoltato " !
RIFLETTIAMO...
Con gli insegnanti abbiamo parlato di microbullismo.
Operare subito con il decalogo dell'antibullismo è
basilare per far capire ai giovani studenti come reagire
di fronte a coetanei facinorosi, spesso magari non
cattivi ma tendenti ad emulare comportamenti negativi
all'ordine del giorno:
Non rendere "Male" al "Male" ma parlarne con gli insegnanti
in modo che possano vedere il problema e agire subito
per stroncare sul nascere il fenomeno negativo, rieducando
chi sbaglia.
Se il microbullismo non viene combattutto e persiste,
nel corso del tempo, crescendo, si potrebbe arrivare
a non vedere la sottile linea di demarcazione tra
il male e il bene. Oppure trovarci di fronte a vittime
e carnefici.
Sappiamo benissimo che nelle curve degli stadi i più
esagitati o quelli che compiono atti vandalici sono
giovani riuniti in frange. Le elementari sono veloci
a passare e le medie cominciano ad essere terreno
fertili per scorribande calcistiche all'interno degli
stadi o lungo le strade per raggiungerli.
Bisogna cominciare da subito a lavorare in tal senso,
partendo dalle "nuove leve", prima che la situazione
sfugga di mano.
Il Progetto Pedagogico vuole essere uno strumento
per gli insegnanti, coadiuvati da Franco Marrucci,
per cominciare un percorso di apprendimento di valori.
Far partecipare su questi temi i bambini è
importantissimo. Far esprimere i loro pensieri, come
la Carta dei bambini osserva, è determinante
per conoscere il loro punto di vista su questi argomenti.
Accompagnare un argomento con disegni o pensierini
sul quaderno è un modo per imprimere in quelle
giovani menti un concetto o una idea che nel tempo
potrà trasformarsi in uno stile di vita. Fare
disegni per esporli nell'atrio della scuola diventa
strumento comunicativo ed educativo, a partire proprio
dai genitori estasiati nell'ammirare i lavori nati
dal pensiero dei propri figli.
Spazi analoghi verranno messi a disposizione anche
in Orlando Telcosistemi, in modo da essere visti e
apprezzati da altri bambini.
Orlando Telcosistemi premierà con un pallone
e altri gadget i migliori tre disegni sugli argomenti
trattati.
Nel breve... questi i primi passi del Progetto, per
il quale gli insegnanti sono rimasti entusiasti e
che dal mese di Aprile 2011, vedrà iniziare
nelle scuole, percorsi educativi sul fair play, sulla
Carta dei Diritti dei Bambini, sul NO al razzismo,
sul NO al bullismo. Cominceremo con le quinte, poi
seguiranno le terze...
Dal prossimo anno scolastico, naturalmente se la collaborazione
andrà a buon fine, ci proveremo sin da inizio
anno. Se poi, riuscissimo a coinvolgere anche i genitori
in questi incontri, sarebbe il massimo.
Ma qualcosa, abbiamo convenuto, di poter fare da subito:
Orlando inviterà queste scuole a fargli visita
e per l'occasione si organizzeranno partitelle su
campi opportunamente preparati dove a dirigere le
partitelle saranno gli stessi bambini "allenati" dai
genitori .
I genitori saranno così allenatori, massaggiatori,
porteranno l'acqua e coadiuveranno i giovani arbitri.
Per il momento ringraziamo le gentili maestre e soprattutto
Simona Imparato che è stata l'anima di questo
progetto parlandone ad altre .
Attendiamo dunque il momento di cominciare le lezioni
con il nostro Progetto Pedagogico, l'unico esistente
a Livorno, nella speranza di veder realizzato il sogno
di aiutare queste giovani menti a crescere in un calcio
sano e moralmente educativo. E' bello "tornare a Scuola"...
così.
Novembre
2010
Franco Marrucci
Responsabile Politiche Giovanili
ASD Orlando Telcosistemi
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