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Si
è conclusa la prima parte del PROGETTO PEDAGOGICO
che Orlando Calcio Livorno, Scuola Calcio Milan, ha
presentato nelle Scuole De Amicis e Gramsci.
E' stata una esperienza incredibile dal punto di vista
dell'interesse suscitato. I bambini sono stati meravigliosi
perchè hanno dimostrato una preparazione fuori
dal comune, forse anche per la loro grande sensibilità,
verso gli argomenti trattati .
Gli argomenti sono stati, come da programma, la Carta
dei Diritti dei Bambini, il Fair Play, l'Antibullismo,
l'Antirazzismo e il Tifo Violento.
Su la Carta dei Diritti dei
Bambini i ragazzi si sono espressi all'unisono:
giocare è importante, avere il diritto di fare
sport senza il condizionamento della vittoria a tutti
i costi, avere il diritto di non essere un campione,
l'essere tutti uguali senza distinzione tra chi è
più bravo e chi lo è meno. Avere tutti
il diritto all'Istruzione, senza distinzioni geografiche
o finanziarie. La carta è il loro statuto,
concepita per essere conosciuta prima di tutti da
loro. Conoscerla tutti è importante per la
tutela e la difesa dei loro diritti.
Si sono espressi sui genitori:
molti di questi genitori si dimostrano ai loro occhi
a volte aggressivi, mettono pressione in vista degli
allenamenti e ancor più delle partite. I bambini
hanno diritto al divertimento e pertanto vorrebbero
che i loro genitori li incoraggiassero e che mostrassero
la contententezza solo per il fatto che fanno sport,
che stanno insieme agli amici e che tornano a casa
comunque contenti per le due ore trascorse giocando.
Hanno parlato degli Istruttori
che spesso li vorrebbero diversi da come sono.
Vogliono Istruttori capaci dal punto di vista pedagogico
quindi sorridenti e amichevoli, severi ma senza trascendere
in parolacce e espressioni troppo pesanti. Vogliono
Istruttori che insegnino ma che rispettino la loro
dignità di bambini. Vogliono sentire il bene,
stare bene.
Se un Istruttore non dimostra di saper trattare coi
bambini, ha sbagliato attività... non deve
stare tra i bambini!
Quando abbiamo affrontato l'argomento
del bullismo, i bambini hanno mostrato subito
interesse.
Il bullo è fragile dentro e forte fuori, hanno
detto. Ma avere una mente rafforzata dagli insegnamenti
su come ci si deve comportare quando ci troviamo il
bullo davanti, è importante. Nella scuola il
primo passo è fuggire in un luogo sicuro dove
esiste la presenza degli amici, degli adulti amici
e delle persone preposte a difenderlo. Non è
vigliaccheria scappare ma un modo di dimostrare di
saper usare la mente. Le informazioni, una volta trattenute,
sono indispensabili per sapere sempre cosa fare.
I bambini si sono trovati tutti d'accordo nell'affermare
che comunque il bullo va aiutato perchè è
proprio lui ad avere enormi disagi. I bambini sanno
bene da quale realtà il bullo proviene. Spesso
per problemi in famiglia: la mancanza lavoro così
come genitori troppo impegnati nel lavoro e assenti
con lui per fare carriera. Troppe ore da solo o in
compagnia di nonni e baby sitter; la provenienza da
luoghi dove si è conosciuto dolore, guerra,
morte. Genitori che fanno uso di droghe o di alcool,
che si sono separati non riuscendo a restare amici
per il bene dei figli o che, addirittura, sono violenti.
Lo status del bullo messo a fuoco, è pertanto
quello del disagiato, quindi, da aiutare e recuperare.
Tutti vogliono aiutarlo a superare il problema: con
il dialogo, con una maggiore voglia di stare insieme
per studiare e giocare, con una partecipazione maggiore
alla vita della comunità.
I bambini sono incredibili: vedono sempre il positivo,
ancora incontaminati come sono, dal mondo dei grandi.
Per quanto riguarda l'Antirazzismo,
gli alunni hanno parlato del bisogno
di accogliere i ragazzi che provengono da federazioni
stranierie. Accoglierli significa interessarsi di
loro, di capire che hanno usi, tradizioni, costumi
e religione diverse. Conoscerli e apprezzare la loro
cultura. Essere diversi è una ricchezza per
tutti. Anche il far capire e far accettare loro la
nostra diversità. Il confronto con più
culture arricchisce interiormente e crea le basi per
il superamento delle diversità. I bambini hanno
anche riferito che non vogliono vederli chiusi nelle
loro comunità. Vogliono partecipare alla loro
vita sociale perché è anche la loro,
conoscerli anche all'interno delle loro case. Capire,
è la parola d'ordine: sono tutti bambini e
non ci sono distinzioni tra loro. Loro sanno cosa
vuol dire accoglienza. Un pallone serve per far giocare
tutti, perché la pedata che gli si tira contro
è la stessa!
La presenza di tanti bambini stranieri nelle scuole
elementare è una ricchezza per il nostro paese.
Questi devono essere aiutati a capire che il RISPETTO
è la condizione necessaria per avere sempre
un ritorno positivo. Rispetto per tutti coloro che
hanno la pelle nera, gialla, rossa o... bianca. Ripsetto
per coloro che non parlano l'italiano o che hanno
credi diversi. Se faremo questo, se aiuteremo le nuove
generazioni a comprendere il vero sigificato del RISPETTO,
allora saremo davvero all'inizio ma sulla buona strada.
Con i bambini abbiamo parlato anche di Tifo
Violento.
Partendo da cosa significa Ultras siamo arrivati,
attraverso la lettura e la discussione di articoli
di giornale, a vedere le nefandezze avvenute nel corso
degli anni. Abbiamo visto il comportamento di un tempo,
degli Hooligans inglesi. Abbiamo parlato del decreto
governativo che ha imposto la squalifica per 5 anni
a tutte le formazioni inglesi dalle competizioni europee
e la costruzione di nuovi stadi senza barriere ma
dotati di tutti i confort.
I bambini sono rimasti impressionati quando si sono
contati tutti i morti e i feriti a motivo del comportamento
non di tutti gli Ultras ma dei troppi delinquenti
che spesso si nascondono dove c'è più
confusione per poter colpire meglio. Ultras è
semplicemente una persona che ama visceralmente la
propria squadra magari seguendola anche in trasferta.
Cosa dimostra se un Ultras è buono o cattivo?
Il suo comportamento. Se per seguire la propria squadra
si devastano autogrill, non si pagano le cose che
si comprano, si tengono in ansia altre persone, si
sfasciano carrozze dei treni, allo stadio si tiene
un comportamento violento con nostri simili in tutto
meno che nei colori da tifare... quello non è
solo un Ultras CATTIVO. E' un delinquente da trattare
come tale.
I bambini hanno censurato il comportamento di queste
personaggi. Loro vogliono andare con babbo e mamma
e i loro amici a vedere le partite... la loro squadra
del cuore, senza paure e angoscie. Forza Livorno...
Forza Inter... Forza Juve... (e lasciatemelo dire:
Forza Milan)... e tutte le altre, magari accanto ad
un bambino con la sua famiglia, avversari.
I bambini hanno espresso di essere rimasti impressionati
dalle immagini di Genova quando la nostra Nazionale
ha incontrato la Serbia. Ivan il Terribile ha fatto
loro PAURA anche dalla sola televisione. Hanno pensato
a quei bambini, che la telecronaca raccontava essere
presenti allo stadio in quella sera. Ivan... il terribile
delinquente! Niente può giustificare la sola
presenza in uno stadio di soggetto tanto inquietante.
Si è parlato anche della
Carta del Tifoso. E' stata illustrata con lo
scopo di far capire che, se attraverso la Carta, vengono
fuori segnalazioni dalla banca dati che evidenzianodati
arresti, daspo, fermo di polizia, condanne, quella
persona NON può acquistare il biglietto e non
può assistere alla partita allo stadio!
I bambini ritengono la Carta del Tifoso sia uno strumento
utile per controllare lo stato della persona. Un modo
per non ritrovarsi accanto un personaggio come Ivan
il Terribile.
Così facendo... siamo arrivati alla conclusione
che la mente deve registrare
solo cose buone.
La mente registra cose buone e cose cattive. Le cose
cattive i bambini sono in grado di vederle: sanno
già cosa sia l'uso smodato di bere, cosa sia
la droga perchè ne hanno sentito parlare con
paura, cosa sia il tifo violento, cosa generano i
cattivi comportamenti.
La scuola è in grado di dare informazioni positive,
di operare per il loro bene.
Lo Sport è in grado di fare formazione in modo
positivo. E i Tecnici e i Dirigenti si devono adoperare
perchè questo sia fatto.
La lettura può contribuire a innalzare il livello
dell'informazione arricchendo il bagaglio della conoscenza.
Buone letture arricchiscono la mente.
Come ha detto Francesca, una bambina di III, delle
Scuole Gramsci, "immagazzinare informazioni
positive ci serve per riconoscere il bene dal male".
Capito ? il bene dal male ..
Viviamo in un contesto difficile ma se lavo
riamo per i bambini in modo costruttivo potremo avere
la soddisfazione di vedere nuove generazioni più
affidabili e meno desiderose di andare incontro alla
distruzione.
Grande il lavoro svolto dalle Insegnanti sig.re Anna
Serra, Michela Bernini, Alessandra Rondina, Cristina
Pini.
Niente nasce dal niente: se i bambini sono così
preparati è dovuto alla bravura di queste insegnanti
che con professionalità, impegno e tanto amore
hanno stimolato l'apprendimento e la riflessione.
Per me è stato un onore conoscerle e lavorare
insieme a loro.
Il giorno 27 maggio sarà
allestita una MOSTRA composta dai disegni e i componimenti
che i bambini avranno fatto sugli argomenti trattati.
Si spera che anche le altre scuole di Livorno vogliano
intervenire per vedere i lavori fatti.
In conclusione :
Grazie a tutti i Bambini, alle loro Maestre, alla
Preside dell'Istituto de Amicis e a Fabio che per
arricchire questi contenuti con le vostre fotografie,
ha perso tanto tempo dietro a me.
Tutti bravi, GRAZIE !
Franco Marrucci
Responsabile Politiche Giovanili
Orlando Calcio Livorno Scuola Calcio Milan
Ed
il mio ringraziamento particolare, unito a quello
della Società, credo sia dovuto proprio a Franco
Marrucci per la passione e la professionalità,
con le quali ha contraddistinto il suo impegno,
dando
vita a questo percorso educativo che ci auguriamo
possa essere solo l'inizio di una lunga e splendida
avventura.
Un plauso ed un abbraccio.
Fabio Marcaccini
Vice Presidente ASD Orlando Calcio Livorno Scuola
Calcio Milan
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